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Le Scritture

Quale AI usare in studio: quattro strumenti, prezzi e limiti

Quattro listini, quattro pagine di marketing, e nessuno che dica quanto si finisce per pagare davvero e cosa quello strumento non riesce a fare.

15 min di lettura

La risposta breve, per chi deve decidere questa settimana: per uno studio piccolo la scelta sta tra un abbonamento generalista — ChatGPT o Claude, intorno ai 20 dollari al mese a persona — e un assistente già dentro la suite che si usa tutti i giorni: Microsoft 365 Copilot a 18,20 € utente/mese, oppure Gemini, che è compreso nel canone di Google Workspace. Il prezzo di listino, però, non è il costo dello studio: cambia con le postazioni minime, con la licenza che serve già possedere per attivare l'add-on, e soprattutto con il piano necessario a non far uscire i dati dei clienti dal perimetro contrattuale giusto.

Qui sotto ci sono i quattro listini verificati sulle pagine ufficiali al 27 agosto 2026, cosa dicono le rispettive documentazioni sui limiti d'uso e sul trattamento dei dati, cosa si riesce concretamente a far fare a questi strumenti in uno studio, e cosa impone l'articolo 13 della legge 132/2025 nel momento in cui se ne apre uno su una pratica.

Una premessa sull'onestà di questo confronto#

Di questi quattro strumenti, in studio ne è in uso uno solo: Claude, con abbonamento Pro. Gli altri tre non sono stati provati sul campo.

Quindi questo articolo è, per tre quarti, una ricognizione sulle documentazioni ufficiali: listini, pagine di supporto, note legali. Ogni dato è linkato alla fonte da cui proviene, così da poterlo verificare invece di doversi fidare. La sezione su Claude è l'unica in cui, oltre alla documentazione, ci sono osservazioni derivate dall'uso quotidiano: consumi, tempi di attesa, e le cose che non funzionano.

Meglio un confronto dichiaratamente documentale che una rassegna che finge prove sul campo mai fatte. Le altre prove arriveranno, una alla volta, e saranno pubblicate con i numeri.

Quanto costano i quattro strumenti#

Prezzi esposti sulle pagine ufficiali dei quattro fornitori, consultate il 27 agosto 2026, tutti al netto dell'IVA. Dove il fornitore pubblica in dollari sono lasciati in dollari: convertirli a un cambio inventato sarebbe un modo elegante di dare un numero sbagliato.

Strumento Piano d'ingresso professionale Prezzo di listino (IVA esclusa) Vincoli
ChatGPT Plus (individuale) 20 $ / mese nessuna funzione di amministrazione
ChatGPT Business 25 $ / postazione al mese, 20 $ con fatturazione annuale minimo 2 postazioni
Claude Pro (individuale) 20 $ / mese, oppure 17 $ / mese con annuale (200 $ anticipati) nessuna funzione di amministrazione
Claude Team, postazione standard 25 $ / postazione al mese, 20 $ con annuale da 2 a 150 postazioni
Microsoft 365 Copilot Copilot Business (componente aggiuntivo) 21,84 € / utente al mese, 18,20 € con annuale richiede un piano Microsoft 365 Business idoneo già attivo
Google Workspace Business Standard, Gemini compreso 14 $ / utente al mese con impegno annuale Gemini nelle app solo dallo Standard in su

Sull'IVA basta sapere questo: nessuno dei quattro la espone nel prezzo di listino, quindi l'importo indicato va aumentato del 22% per capire cosa esce dal conto. Microsoft è l'unico che pubblica il listino italiano direttamente in euro; per gli altri tre l'importo dipende anche dal cambio del giorno dell'addebito.

Perché il prezzo che vedi sul sito non è quello che paghi#

Tre scarti sistematici tra listino e fattura, al netto della valuta e dell'imposta.

Le postazioni minime. ChatGPT Business parte da 2 utenti. Claude Team va da 2 a 150 postazioni. Un professionista singolo che voglia il piano con le tutele contrattuali da organizzazione paga comunque due posti.

Il componente aggiuntivo presuppone una licenza. I 18,20 € di Microsoft 365 Copilot Business non comprendono Microsoft 365: si sommano a un piano Business idoneo già da pagare, fino a 300 utenti. Il listino ufficiale mostra anche i pacchetti completi — Business Standard con Copilot a 20,36 € utente/mese con pagamento annuale, Business Premium con Copilot a 27,73 € — che sono il confronto onesto per chi Microsoft 365 non ce l'ha ancora. C'è poi un prezzo promozionale a 15,60 € valido per le sottoscrizioni fatte entro il 30 settembre 2026, che si applica solo al primo anno.

Una parte del costo è a consumo, non a canone. Claude Enterprise costa 20 $ a postazione più l'utilizzo fatturato a tariffe API. Sui piani Claude a pagamento, esauriti i limiti si possono attivare crediti d'uso addebitati alle stesse tariffe. Sul listino Microsoft, Copilot Cowork è indicato come "a consumo". Un canone fisso che diventa variabile è la cosa peggiore che possa capitare a un preventivo di studio.

ChatGPT#

Fonte: pagina prezzi ufficiale e centro assistenza OpenAI. Non provato in studio.

È lo strumento con la scala di piani più articolata: Free, Go, Plus e Pro sui piani individuali, poi Business ed Enterprise per le organizzazioni. Business parte da 2 utenti, e la pagina ufficiale è esplicita nel dire che Go, Free e Plus sono pensati per l'uso individuale mentre Business ed Enterprise sono per le aziende.

La finestra di contesto, che è il limite operativo più concreto. Sul piano Plus i modelli non ragionanti hanno una finestra totale di 54.000 token, circa 40 pagine di testo; i modelli ragionanti arrivano a 256.000 token. Sul piano Pro si sale rispettivamente a 128.000 e 400.000. Non è un dettaglio da smanettoni: è la differenza tra caricare un fascicolo intero e doverlo spezzare in tre.

Cosa non c'è sui piani individuali. La tabella comparativa ufficiale riporta l'assenza, su Free, Go, Plus e Pro, di SSO, console di amministrazione, ruoli amministrativi, verifica del dominio, SCIM, log di conformità e residenza dei dati. Sulla riga "i contenuti sono usati per addestrare i nostri modelli", tutti e quattro i piani individuali riportano che è disponibile la rinuncia: la rinuncia è un'opzione da attivare, non l'impostazione di partenza.

Claude: cosa permette di fare e dove si ferma#

Fonte: pagina prezzi ufficiale e documentazione sui limiti d'uso, integrate con le osservazioni raccolte dall'uso quotidiano in studio con abbonamento Pro.

Sei livelli: Free, Pro, Max nelle due varianti, Team ed Enterprise. Pro costa 17 $ al mese con l'annuale, pagati in un'unica soluzione da 200 $, oppure 20 $ mese per mese. Team parte da 20 $ a postazione con l'annuale, da 2 a 150 postazioni.

La finestra di contesto non cambia salendo di piano. È di 200.000 token su Free, Pro, Max e Team allo stesso modo. I 500.000 token arrivano solo con Enterprise. Chi passa da Pro a Max comprando "più potenza" sta comprando volume d'uso, non capacità di lettura.

Tre impieghi che reggono il lavoro di studio#

L'elaborazione di contenuti lunghi. È l'ambito in cui questi strumenti rendono di più: documenti che vanno letti per intero, non interrogati per parole chiave. Qui la finestra da 200.000 token è la funzione, non un numero da scheda tecnica.

La trasformazione di dati in tabelle Excel già pronte per la lavorazione. Non un elenco da ricopiare a mano, ma un file con le colonne nell'ordine che serve, che si apre e su cui si inizia subito a lavorare. È il passaggio che toglie più tempo morto: il tempo che nessuno conta perché non sembra lavoro, ma che c'è.

La creazione di skill da usare in Claude Cowork, applicate al controllo delle dichiarazioni. Qui servono due parole di spiegazione, perché sono due cose diverse e vengono spesso confuse.

Claude Cowork è la modalità agentica dell'applicazione desktop di Claude: invece di conversare in una finestra, gli si dà accesso a una cartella del computer e gli si affida un compito in più passaggi, che esegue sui file — leggendoli, producendone di nuovi, lavorando mentre si fa altro. È incluso in tutti i piani a pagamento, Pro compreso.

Una skill è un insieme di istruzioni scritte una volta e riutilizzate: la procedura dello studio, messa per iscritto in modo che venga seguita allo stesso modo ogni volta. È la differenza tra rispiegare il controllo da capo a ogni pratica e avere una procedura che si applica da sola, con gli stessi criteri e lo stesso ordine di verifiche.

Sul controllo delle dichiarazioni è questa combinazione a fare la differenza: non lo strumento in sé, ma la procedura che ci si scrive dentro. Nell'area riservata del blog saranno disponibili alcune di queste skill, in modo che si possano provare direttamente sui propri fascicoli invece di leggerne il racconto.

I limiti operativi#

I limiti non si esauriscono a messaggi: si esauriscono a consumo. La documentazione ufficiale descrive una finestra mobile di cinque ore, con in più un tetto settimanale sui piani a pagamento, e chiarisce che non esiste un numero fisso di messaggi, perché dipende dalla lunghezza delle conversazioni, dal modello scelto e dalle funzioni usate. Nella pratica di studio questo si traduce in due cose molto concrete.

La prima: conta quale modello si sceglie. Opus è quello che consuma di più e porta al limite più in fretta, ma le prestazioni sono ottime — soprattutto sui PDF impaginati male, quelli in cui una stessa sezione prosegue su pagine diverse e le tabelle si spezzano. Su quel tipo di documento la differenza rispetto a un modello più leggero si vede subito, ed è la ragione per cui su certi fascicoli conviene usarlo comunque, mettendo in conto che l'autonomia residua si riduce.

La seconda: conta quanto materiale c'è dentro la chat. Più mole di dati viene caricata nella conversazione di lavoro, più si consuma. Non è il numero di domande poste, è il peso di quello che il modello si porta dietro a ogni risposta.

Lo svantaggio più fastidioso: la conversazione non ha memoria del lavoro precedente. Ogni volta che si riprende una lavorazione sullo stesso cliente, il modello deve ripercorrere i messaggi già scambiati e rileggere da capo i file allegati. Questo brucia token e allunga i tempi di attesa in modo tutt'altro che trascurabile: sulle conversazioni lunghe l'attesa per una risposta diventa una variabile con cui fare i conti quando si organizza la giornata. È il motivo per cui conviene chiudere una lavorazione e aprirne una nuova, invece di trascinare un'unica chat per mesi sullo stesso cliente.

E la cosa che vale più di tutte le altre: il lavoro va sempre revisionato. Sempre, anche quando l'output è buono, anche quando la stessa skill ha funzionato bene le venti volte precedenti. Non è una cautela di stile: è la condizione a cui l'uso di questi strumenti è ammesso nella professione, e sta scritta nell'articolo 13 della legge 132/2025. Il tempo della revisione va messo nel conto del tempo risparmiato, altrimenti il risparmio non esiste.

La differenza contrattuale tra Pro e Team. Sulla tabella ufficiale i piani individuali riportano "Opt-out" alla voce addestramento dei modelli; Team ed Enterprise riportano "Nessuno per impostazione predefinita". Sono due regimi diversi, e la distanza di prezzo tra Pro e Team standard con fatturazione annuale è di 3 $ a persona al mese.

Microsoft 365 Copilot#

Fonte: listino ufficiale italiano e pagina Copilot Business. Non provato in studio.

È l'unico dei quattro che vive dentro Word, Excel, Outlook, PowerPoint e Teams invece che in una finestra a parte. Per uno studio che passa la giornata in Excel e in Outlook, questa non è una differenza estetica.

Il prezzo, per esteso. Copilot Business come componente aggiuntivo costa 21,84 € utente/mese con pagamento mensile e 18,20 € con pagamento annuale, e richiede un piano Microsoft 365 Business idoneo. In alternativa ci sono i pacchetti completi già citati sopra.

La versione che non si paga. Microsoft 365 Copilot Chat è disponibile senza costi aggiuntivi con i piani Microsoft 365 idonei, con protezione dei dati aziendali per gli utenti che accedono con Microsoft Entra ID. Il listino ne chiarisce anche il limite: usa dati web pubblici, ma non si integra con le app di Microsoft 365 né con i contenuti dell'organizzazione — file, posta, chat. Resta il banco di prova più economico che esista: costa zero e usa già le credenziali dello studio.

Cosa aggiunge la licenza a pagamento. Copilot dentro le app, Work IQ, gli agenti Microsoft preconfigurati e le analisi di adozione. La differenza tra "ho Copilot" e "ho Copilot Chat" è sostanziale, e sui preventivi che girano viene spesso data per scontata.

Gemini in Google Workspace#

Fonte: listino ufficiale Google Workspace. Non provato in studio.

Google ha smesso di vendere Gemini come componente separato e lo ha incluso nei piani Workspace. Il listino ufficiale, con impegno annuale, è di 7 $ per Business Starter, 14 $ per Business Standard e 22 $ per Business Plus, per utente al mese.

Il dettaglio che cambia la scelta del piano. Su Business Starter c'è l'assistente Gemini in Gmail e l'app Gemini. Solo dal Business Standard in su ci sono Gemini in Documenti, Meet e negli altri servizi, l'accesso esteso ai modelli e NotebookLM con funzionalità estese. Chi valuta lo Starter pensando di avere "Gemini incluso" sta comprando qualcosa di diverso da quello che immagina.

Il confronto che non regge. Mettere i 14 $ di Business Standard accanto ai 20 $ di ChatGPT Plus è un paragone sbagliato: nel primo caso si sta pagando anche posta, Drive, Meet e 2 TB di archiviazione. Per uno studio già su Workspace, l'assistente in parte è già pagato; per chi non c'è, il conto è tutt'altro.

Il limite che vale per tutti e quattro: dove finiscono i dati dei clienti#

Questo è il limite vero, ed è contrattuale prima che tecnico. Nessuno dei quattro strumenti è "sicuro" o "insicuro" in assoluto: cambia il piano che si sottoscrive.

Sui piani pensati per le organizzazioni, i due fornitori generalisti dichiarano di non usare i contenuti per addestrare i modelli: Claude lo indica come impostazione predefinita su Team ed Enterprise, ChatGPT colloca la stessa garanzia tra le caratteristiche di Business ed Enterprise, insieme a SSO, console di amministrazione, verifica del dominio e residenza dei dati. Sui piani individuali degli stessi fornitori l'addestramento è configurato come rinuncia possibile, non come esclusione di partenza, e le funzioni di amministrazione non ci sono.

Detto in modo operativo: la differenza rilevante per uno studio non è tra un modello e l'altro, è tra un abbonamento individuale e un abbonamento intestato allo studio. Il salto di prezzo, con fatturazione annuale, è di pochi dollari a persona al mese. Il salto di regime contrattuale è molto più grande.

Resta il punto che nessun piano risolve: la scelta di cosa caricare. Un bilancio, un partitario, un contratto o un elenco di anagrafiche restano dati di clienti anche dentro un piano Enterprise, e la valutazione va fatta e documentata prima, non dopo.

Cosa impone la legge italiana quando usi l'AI in studio#

La legge 23 settembre 2025, n. 132, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 223 del 25 settembre 2025 ed entrata in vigore il 10 ottobre 2025, dedica alle professioni intellettuali l'articolo 13. Due obblighi, entrambi rilevanti per chi apre uno di questi quattro strumenti su una pratica.

Primo: l'utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale nelle professioni intellettuali è ammesso per le sole attività strumentali e di supporto, e deve restare prevalente il lavoro intellettuale che è oggetto della prestazione d'opera. È la traduzione normativa di quanto detto sopra sulla revisione: il giudizio professionale non è delegabile, e l'output del sistema non è una giustificazione in caso di errore.

Secondo: per assicurare il rapporto fiduciario tra professionista e cliente, le informazioni sui sistemi di intelligenza artificiale utilizzati dal professionista vanno comunicate al destinatario della prestazione con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo.

La legge non sostituisce il regolamento (UE) 2024/1689, l'AI Act: si applica insieme a quello, e va letta insieme agli obblighi in materia di protezione dei dati personali.

Come orientarsi nella scelta#

Tre criteri, in ordine di peso. Valgono anche senza aver provato tutti e quattro gli strumenti, perché riguardano lo studio più che il software.

Dove si passa la giornata. Se lo studio vive dentro Microsoft 365, un assistente che sta in Outlook e in Excel fa risparmiare più minuti di uno più bravo che sta in un'altra scheda del browser. Se lo studio è su Google Workspace, Gemini è già dentro il canone: prima di aggiungere un abbonamento conviene verificare che il piano sia almeno Business Standard.

Il perimetro contrattuale. Se lo strumento viene aperto su documenti di clienti, il piano intestato allo studio non è un lusso. La differenza di prezzo si recupera al primo dubbio che non viene.

Un solo strumento alla volta. Due abbonamenti generalisti in parallelo, in uno studio piccolo, sono un modo per non imparare bene nessuno dei due e pagare il doppio. Conoscerne bene uno e costruirci sopra delle procedure vale più che tenerne due a metà: dopo i primi mesi la parte di valore non è più lo strumento, sono le skill che ci si è scritte dentro.

Come continua#

Questa è una ricognizione sui listini, con dentro le osservazioni derivate dall'unico strumento in uso oggi. Il passo successivo è la misurazione: quante ore si risparmiano davvero su una lavorazione ricorrente, con il metodo di rilevazione, i numeri e le settimane in cui il risparmio è stato zero. Il tempo della revisione compreso.

E in area riservata arrivano le prime skill per il controllo delle dichiarazioni, quelle di cui si è parlato sopra.

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Aggiornato al 27 agosto 2026. I prezzi indicati sono quelli esposti sulle pagine ufficiali dei fornitori a questa data, al netto dell'IVA, e cambiano di frequente: vanno verificati prima di sottoscrivere. Dei quattro strumenti, in studio è in uso soltanto Claude Pro; per gli altri tre l'articolo riporta quanto dichiarato dalle rispettive documentazioni ufficiali, linkate nel testo. L'articolo descrive strumenti e listini e non sostituisce la valutazione sul caso concreto.

Domande frequenti

Quanto costa l'AI per uno studio commercialista?

È la modalità agentica dell'app desktop di Claude: si dà accesso a una cartella del computer e si affida un compito in più passaggi, che viene eseguito sui file invece di limitarsi a rispondere in chat. È inclusa in tutti i piani a pagamento. In uno studio serve a far girare procedure di controllo scritte una volta e riapplicate a ogni fascicolo.

Che cos'è Claude Cowork e a cosa serve in uno studio?

È la modalità agentica dell'app desktop di Claude: si dà accesso a una cartella del computer e si affida un compito in più passaggi, che viene eseguito sui file invece di limitarsi a rispondere in chat. È inclusa in tutti i piani a pagamento. In uno studio serve a far girare procedure di controllo scritte una volta e riapplicate a ogni fascicolo.

Perché Claude diventa lento sulle conversazioni lunghe?

Perché a ogni risposta deve ripercorrere i messaggi precedenti e rileggere i file allegati: più materiale contiene la conversazione, più token consuma e più cresce l'attesa. Conviene chiudere la lavorazione e aprirne una nuova invece di trascinare un'unica chat per mesi sullo stesso cliente.

Posso usare ChatGPT o Claude con i documenti dei clienti?

Dipende dal piano, non dallo strumento. Sui piani per organizzazioni i due fornitori dichiarano di non usare i contenuti per addestrare i modelli e offrono controlli di amministrazione; sui piani individuali l'esclusione dall'addestramento è una rinuncia da attivare. La valutazione sul singolo documento resta comunque del professionista.

Devo dire ai clienti che uso l'intelligenza artificiale?

Sì. L'articolo 13, comma 2, della legge 132/2025 prevede che le informazioni sui sistemi di intelligenza artificiale utilizzati dal professionista siano comunicate al destinatario della prestazione con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo, a tutela del rapporto fiduciario.

Serve il piano più costoso per lavorare bene?

No. Su Claude la finestra di contesto è di 200.000 token su Free, Pro, Max e Team allo stesso modo, e sale solo con Enterprise. I piani superiori comprano volume d'uso e controlli amministrativi, non un modello migliore. Conviene partire dal piano d'ingresso e salire quando si incontra un limite vero.

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